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Garcinia mangostana
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Il mwbamangostano (mwbqmwbgGarcinia mangostana mwbwmwcaL., 1753) è una mwcqpianta sempreverde appartenente alla mwcgfamiglia mwcwClusiaceae, originaria della mwdapenisola malese e del mwdqBorneo.cite-ref-powo-1-0[1]
Contents
• Italia
• Note
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Descrizione
L'albero cresce fino a un'altezza massima compresa fra 7 e 25 metri e ha una mwfqcorteccia marrone scuro tendente al nero.
Il frutto, commestibile, è di forma tondeggiante, con un diametro di circa 5–7mwgw cm, non richiede necessariamente mwhafecondazione (matura anche mwhqpartenocarpicamente) e in questo caso non ha seme; quando è acerbo ha un colore verde chiaro, poi la buccia (mwhgpericarpo) del frutto assume un colore viola profondo in epoca di maturazione.
Da un punto di vista mwiabotanico la polpa è un mwiqarillo (polpa staccata dalla buccia e aderente al seme) che è suddiviso in 4-8 lobi o spicchi commestibili, fragranti e cremosi, di colore bianco latteo, dal vago sapore di mwigpesca e mwiwlitchi. Nei due mesi successivi la formazione il frutto a mano a mano che scurisce aumenta le sue dimensioni, il pericarpo rimane relativamente duro per tutta la fase di maturazione.
La membrana sottostante la buccia, che avvolge l'arillo e il seme, contiene mwjqacidi mwjgpolifenolici, tra cui il mwjwtannino e lo mwkaxantone che assicurano una certa mwkqastringenza che scoraggia eventuali infestazioni di mwkginsetti e infezioni di mwkwfunghi, mwlavirus vegetali e mwlqbatteri, previene inoltre la mwlgpredazione degli animali. Il cambio di colore da verde pallido a viola scuro e il contemporaneo leggero ammorbidimento del pericarpo fanno parte del naturale processo di maturazione e indicano che il frutto ha concluso il suo sviluppo e può essere consumato.
Distribuzione e habitat
Le specie è originaria della mwoqpenisola malese e del mwogBorneocite-ref-powo-1-1[1]. Attualmente è diffuso nel mwpwSud-est asiatico, nell'mwqaIndia del sud-ovest ed è stato introdotto in altre zone calde come mwqqPortorico, mwqgFlorida,cite-ref-morton-2-0[2]cite-ref-karp06-3-0[3]cite-ref-karp-4-0[4] mwtwCina meridionale e mwuaKenya. I maggiori produttori nel 2014 erano l'India con 15.250 mwuqt, la Cina con 4.400 t, il Kenya con 2.782 t, la mwugThailandia con 2.650 t e l'Indonesia con 2.376 t.cite-ref-5[5] Le piante selvatiche sono oggi presenti solo nelle foreste di Kemaman in mwvwMalaysia.
Usi medici
Il frutto e varie parti della pianta sono usate nella medicina tradizionale del sud est asiatico. Ciò in virtù delle sue note proprietà antinfiammatorie, specie per le infezioni della pelle, ferite, dissenteria e infezioni del tratto urinario (cistiti e gonorrea). Le proprietà fitoterapiche sono legate alla presenza di mwwwxantonicite-ref-pmid19172667-6-0[6] e diversi mwyapolifenolicite-ref-pmid26023815-7-0[7] le cui proprietà farmacologiche sono studiate per lo sviluppo di possibili farmaci.
Problemi giudiziari
Stati Uniti
L'azienda Xango LLC promosse la vendita del proprio succo di mangostano negli Stati Uniti presentandolo come una bevanda dalle caratteristiche salutistiche, con effetti benefici in relazione a numerose patologie. Fu quindi ammonita nel mwaa2006 dall'agenzia di Stato mwaqFood and Drug Administration (FDA) per averlo distribuito e pubblicizzato come se fosse un medicinale senza prima aver ottenuto il benestare della stessa FDA, contravvenendo alle norme americane in materia. Fu intimato all'azienda di rimuovere le pubblicità e regolarizzare la situazione entro 15 giorni dal ricevimento della lettera di ammonizione da parte dell'FDA.cite-ref-fda-8-0[8]
Italia
Il succo di mangostano fu commercializzato in mwcaItalia dal 2009 dalla sussidiaria italiana della Xango LLC, la Xango Italy, che fu criticata poiché utilizzava un mwcqmetodo di vendita a struttura piramidale e, a sua volta, decantava nella pubblicità le numerose proprietà terapeutiche della bevanda.cite-ref-agcm49-10-9-0[9]cite-ref-altroconsumo12-10-0[10] La rivista mwegmwewAltroconsumo pubblicò nel 2010 un articolo secondo cui non esistevano studi che dimostrassero le proprietà terapeutiche del prodotto vantate dalla Xango,cite-ref-altroconsumo10-11-0[11] rivelando inoltre l'ammonizione ricevuta al proposito negli Stati Uniti dalla Xango LLC nel mwga2006 dalla mwgqFood and Drug Administration.cite-ref-fda-8-1[8]
La rivista italiana presentò quindi all'mwhwAutorità garante della concorrenza e del mercato una denuncia per mwiapubblicità ingannevole e per pratica commerciale scorretta contro il prodotto in questione.cite-ref-altroconsumo10-11-1[11] Il 3 gennaio mwjq2011 l'Antitrust, su denuncia della rivista, del mwjgMinistero della Salute e delle associazioni di consumatori mwjwCodacons, mwkaAdusbef, e Federsalus, bloccò la Xango Italy per sei mesi e le inflisse una sanzione di mwkg250 000 euro per pratica commerciale scorretta.cite-ref-agcm49-10-9-1[9] Il 9 gennaio mwlw2012 la stessa autorità inflisse all'azienda un'ulteriore multa di mwma50 000 euro per inottemperanza alla precedente delibera, pur riconoscendo che da ottobre 2011 erano stati eliminati i problemi relativi al marketing piramidale.cite-ref-altroconsumo12-10-1[10]cite-ref-agcm51-11-12-0[12]
Note
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cite-note-morton-22. ↑ mwsw(mwtamwtqEN) Morton Julia F., mwtgmwtwMangosteen, su mwuahort.purdue.edu, Purdue University, 1987, pp.mwuq 301-304.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) mangosteen, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Garcinia mangostana, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Garcinia mangostana, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Garcinia mangostana, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Garcinia mangostana, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Garcinia mangostana, su ITIS.